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“Perché” di Ifeoma Ozoeze su “Literary”

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ottobre 23, 2017 by MdF

Segnaliamo con piacere agli affezionati lettori di massodellefateblog la recensione, comparsa sul numero 10/2017 della rivista letteraria online “Literary”. La recensione è firmata da Nicoletta Corsalini.

 

Perché 

Ifeoma Ozoeze, nel libro dal titolo Perché, narra in prima persona la storia di una detenuta di quarantadue anni, ex cocainomane, in carcere per scontare una serie di condanne per furti commessi per procurarsi la droga. La storia è probabilmente frutto della fantasia dell’autrice, ma è resa più realistica con l’inserimento di episodi autobiografici.

l libro è diviso in tre sezioni. La prima (quasi un prologo) e la seconda sono scritte in prosa; la terza, invece, è scritta in versi, infatti, è composta da venti poesie di varia lunghezza.

Nella prima sezione, Arte e vita, la protagonista esordisce presentandosi come «una voce che prende parte a un discorso sull’arte» con la convinzione che la vita stessa «è la musa di un’arte un po’ nota, un po’ diversa. Un’arte di cui sono artefici i singoli viventi, i quali sperimentano a un tempo i percorsi comuni della specie e le singolarità del proprio io e della propria storia». A questa concezione arte/vita è giunta durante la detenzione con l’aiuto di un amico immaginario, che le sta sempre accanto e con cui condivide pensieri, emozioni, riflessioni, ricordi legati sia al periodo in cui felice studiava e praticava sport in un’università americana sia a un periodo non facile in cui si era ammalata di psicosi.

Nella seconda, Passato/Presente. Cronaca dal carcere, una specie di diario scritto per un anno (agosto 2013 – agosto 2014), descrive la prigione veneziana della Giudecca dove è detenuta e il ritmo delle giornate trascorse con le compagne di cella e le altre recluse. Parla inoltre delle attività che è possibile svolgere nei suoi spazi, del tempo che trascorre nella biblioteca scrivendo al computer e di come la scrittura riesca a liberare la sua mente e a farla volare oltre quegli spazi angusti.

Nelle composizioni poetiche dell’ultima sezione, Chiaroscuri di vita, attese di speranze, invece l’intento della narratrice/protagonista è quello di «coniugare la rievocazione accorata con l’ironico motteggio, l’assurdo dei voli onirici e gli improbabili svolgimenti della fiaba con l’aspra protesta e con la quieta riconciliazione con il mondo» (p. 47). E in effetti, i versi di diverse composizioni sono intrisi dell’atmosfera magica delle fiabe e dei sogni (Le guance rosse di Barbablù, La porta rosa era chiusa, ecc.), ma non solo, altre, infatti, parlano di solitudine mista al rimpianto di ciò che poteva essere e non è stato, del lento scorrere del tempo, di pensieri tormentati su cosa sarà della sua vita una volta tornata libera. La poesia I quattro perché, invece, con leggerezza propone dei “perché” carichi di dubbi esistenziali, ai quali non è facile trovare un’unica e semplice risposta. Ifeoma Ozoeze, però, attraverso le parole della protagonista e i testi poetici, fa capire che sa bene che l’esistenza stessa è colma di domande. Ed anche il titolo da lei dato al libro dimostra questa sua consapevolezza.

Nicoletta Corsalini

 

ozoeze

 

 


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